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Caffè
italiani
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| Il
rito del caffè all’italiana: qualità
della miscela e del bar. Il Gambero Rosso ha premiato per
il secondo anno i migliori bar d’Italia, non senza
qualche sorpresa... |
Qualche
mese fa, all’inizio della Presidenza Italiana all’Unione
Europea, per le istituzioni girava una vignetta sulle abitudini
degli italiani al bar, con una serie di omini stilizzati
accalcati intorno ad un bancone a sbraitare:”Ristretto!”,
“Macchiato caldo!”, “Ristretto macchiato
freddo in tazza grande!”, “Lungo macchiato in
vetro caldo!”...Insomma, all’estero il binomio
caffè-Italia fa notizia ed è sempre un bell’argomento
di conversazione.
Gli italiani lo sanno bene: non si tratta solo della qualità
del caffè in sè,
ma anche del luogo dove lo si degusta e della relazione
che si instaura tra cliente e barista, unica e spesso al
di là del rapporto strettamente commerciale (non
a caso spesso si parla di “caffè” anche
per indicare il luogo in cui viene servito). Il battesimo
di un bar come “proprio bar” non è perciò
cosa da poco, anche perchè una volta che la scelta
viene fatta difficilmente si cambia idea.
Lo sa bene anche il Gambero
Rosso, punto di riferimento del gusto e della cucina
italiani, che al tradizionale “Viaggiarbene”
– vademecum tra alberghi e ristoranti italiani - ha
allegato per il secondo anno consecutivo la “Guida
ai bar d’Italia”, presentata recentemente
a Roma alla Città
del Gusto. 926 i candidati tra cui ne sono stati selezionati
14 a cui è andato il massimo riconoscimento - “Tre
chicchi e tre tazzine”- per meriti legati sia alla
qualità del caffè che del locale nel suo complesso.
Il Piemonte è capofila tra le punte
di eccellenza, con 4 riconoscimenti e il premio
Illy
Bar dell’anno assegnato al “Caffè
Converso” di Bra (Cuneo),
che ha sottratto lo scettro al “Caffè dell’Orologio”
di Modena. Il premio Illy nasce proprio con l’intento
di incoraggiare la cultura italiana del bar, inteso come
punto di incontro e socializzazione e in cui la figura e
la personalità del barista fanno di ogni bar un luogo
unico.
Geografia del bar italiano
Dal Piemonte alla Sicilia gli italiani possono contare su
un’ampia scelta, con più di 60 bar a un passo
dall’eccellenza e oltre 200 in cui la qualità
generale dell’offerta è stata giudicata ottima
(“Due chicchi e due tazzine”).
Tuttavia la geografia dei vincitori stravolge le aspettative
e, un po’, anche gli stereotipi: oltre alla Palma
d’Oro assegnata al Piemonte, sul gradino più
alto del podio per numero di bar citati è salita
la Lombardia (39), seguita da Emilia
Romagna (31) e Toscana (30). Più
giù in classifica la Campania, che
con i suoi 24 bar è superata anche dalla Sicilia
(27).
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| di
ELENA GUARNERI |
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15 Novembre
2003
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