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comune di Ponte di Piave (TV) con l'inaugurazione, tenutasi
sabato 27 marzo 2004, della casa-museo di Goffredo Parise
(Via Verdi, 1) concretizza il desiderio ultimo dello scrittore,
morto all'ospedale di Treviso nel 1986. |
Più
precisamente l'apertura in toto della casa al pubblico (ingresso
libero, salvo la prenotazione della guida per scolaresche
o visite di gruppi, dal lunedì al venerdì,
14.30-19; su prenotazione il sabato e la domenica mattina;
0422/759995; info@goffredoparise.it) è l'ultima delle
iniziative del Comune che fin dagli anni novanta ha promosso
una serie di attività culturali che portano il nome
di Parise.
Tali iniziative vanno dalla catalogazione dei libri della
sua immane biblioteca, a delle mostre, a dei convegni, alla
collaborazione con l'Università di Caen fino alla
costituzione nel 2002 di un Comitato scientifico presieduto
dal professor Fernando Bandini con il proposito di diffondere
il genio e l'eclettismo dell'artista alla cittadinanza e
in modo più mirato agli studenti dalla scuola elementare
fino all'università, nonché di allargare il
panorama agli scrittori veneti.
Il Veneto, infatti, -troppo pochi lo dicono, perchè
non lo sanno- annovera delle appartenenze letterarie di
fama nazionale e non solo, come, per esempio, Comisso, Salgari,
Codemo, Buzzati, Berto, Piovene, Zanzotto, Rigoni Stern,
Meneghello, Saviane, Ongaro, Barbaro, Bugaro e il Del Giudice,
ormai d'elezione; che vanno difese e diffuse.
L'amministrazione comunale, nella ricercatezza e squisitezza
professionale con le quali ha organizzato la giornata inaugurale
ha forse sentito l'imperativo morale di restituire in qualche
modo ciò che Parise gli ha lasciato: quel mosaico
della sua vita, che lui era riuscito a comporre in quella
casa, sapendo già -chissà-, come chi arriva
alla fine di un processo, di doverlo lasciare. Nella prima
parte del pomeriggio tre voci -Fernando Bandini, Silvio
Perella, Nico Naldini- hanno commentato la figura poliedrica
dello scrittore, che è stato anche sceneggiatore,
giornalista e pittore. Un sontuoso rinfresco presso il parco
della casa-museo ha fatto da trait-union alla visita guidata,
curata dall'associazione culturale Altamiragallery, all'interno
della stessa casa. Un video di circa due ore e trenta sulla
vita di Parise, ricostruito grazie all'archivio della Rai
ha permesso l'intrattenimento e il regolare e quieto deflusso
a piccoli gruppi.
La casa, un'antica barchessa restaurata, è stata
consegnata da Parise, quasi divisa in due appartamenti,
uno per piano: in quello superiore, che oggi è sede
della biblioteca comunale, c'era l'atélier della
pittrice, nonché compagna Giosetta Fioroni; in quello
inferiore lo studio dello scrittore. Trovare uno filo rosso
che accomuna la mobilia non è possibile, perché
lo scrittore amava accostare stili e oggetti tanto diversi.
Forse il luogo che più sintetizza questo eclettismo
è l'ingresso ove si trovano tra le cose meno scontate
una zanna di elefante, un seggiolone da chiesa probabilmente
del '600, una scala a chiocciola rossa, una parete a liste
di specchio (appartenente allo studio fotografico che occupava
l'edificio prima dell'arrivo di Parise), un attaccapanni
rustico elaborato da un contadino veneto, una scultura in
legno di Mario Ceroli che ritrae Parise.
Nell'ampio soggiorno si trovano due grandissime vetrate
l'una opposta all'altra, che danno un senso di luminosità
e spaziosità straordinario. I lampadari cinesi di
carta mescolano il reale con l'irreale come in un quadro
di Chagall.
L'ingresso e il soggiorno sono le due stanze per me più
particolari, ma le foto che vi mostro, avvallate dalla vostra
prossima -come io spero- visita vi daranno motivo di coglierne
altri e più personali. Anche osservando quegli oggetti
minuti che adornano la casa e sono testimonianza dei reportage
in paesaggi e luoghi lontani, si percepisce il desiderio
di Goffredo di raccogliere e fermare come in un diario dei
pezzi di vita, perché -come lui dice- "la mancanza
di desideri è il segno della fine della gioventù
e il primo e lontanissimo avvertimento della vera fine della
vita". |
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| Sara
Miriade |
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07 Maggio
2004
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