|
|
|
|
|
  |
|
Venezia:
l’arte che si specchia nel mare
|
Percorsi
culturali e gastronomici insoliti: piccole specialità
capaci di condire qualunque visita, dalla più
frettolosa alla più lunga e meditata
|
A
spasso senza terra sotto i piedi
Gli itinerari veneziani che proponiamo iniziano
tutti dalla stazione: perché speriamo che
i lettori seguano un consiglio che diamo loro di
cuore: arrivate a Venezia in treno! (Al limite lasciate
l’auto a Mestre e proseguite da lì: vi risparmierete
un sacco di scocciature). Dunque, dicevamo: dalla
stazione attraversate il Ponte degli Scalzi,
incontrerete per prima cosa la Chiesa
dei Frari che dà il nome alla zona e
che è stata per lungo tempo la cattedrale
di Venezia. La chiesa va assolutamente visitata
perché all’interno vi sono varie opere di
assoluto rilievo: non solo dipinti del Tiziano
(fra i quali nella navata centrale la splendida
Assunta),
ma anche una croce lignea trecentesca della scuola
di Giotto, riscoperta di recente sotto un'altra
croce, e la monumentale tomba di Canova in
marmo.
Un momento di riposo
Dopo la sfacchinata culturale avete in premio
una sosta al ristorante, ovviamente di pesce, Bentigodi,
che si trova giusto sulla Strada Nova (usciti
dalla stazione basta girare a sinistra). Da notare,
durante il percorso, che la Strada Nova una volta
era un canale parallelo al Canal Grande e fu poi
interrato da Napoleone in modo da potervi fare una
parata a cavallo dopo la conquista della città.
Proseguendo si arriva a Ponte delle Guglie
che si riconosce per i quattro pinnacoli che si
ergono da esso. Girando poi sulla sinistra, al secondo
archivolto sulla sinistra c’è l’ingresso
al ghetto ebraico
della città: il ghetto ha solo un campiello
molto largo, e sulla sinistra c’è una vecchia
scuola usata come campo di concentramento momentaneo,
in cui furono rinchiusi gli ebrei veneziani primi
di essere spediti nei lager nazisti in treno. Dall’altro
lato del campiello c’è un piccolo archivolto
a destra e passato un ponticello e girando a sinistra
siete arrivati: tavoli di legno e clima familiare,
l’ambiente è molto accogliente. Al ristorante
non c’è un menù fisso: i piatti di
pesce variano a seconda della stagione e addirittura
del pescato della giornata. Consigliamo la "sarda
in saor" (sarde in sapore): un piatto tipico
veneziano composto da sarde mantecate in aceto e
cipolle. Ottimi i numerosi vini.
Era una notte buia e tempestosa… in Calle degli
Spiriti
Adesso cerchiamo uno scorcio insolito: passato
Ponte degli Scalzi (accanto alla stazione) si va
in direzione dei Tolentini (sede della facoltà
di Architettura) camminando verso destra lungo il
Canal
Grande. Arrivati si gira a destra imboccando
una calle breve che termina su un ponte e si gira
poi a sinistra all’altezza di un ristorante cinese
fino a incontrare la pensione locanda "Sole", che
si riconosce dall’insegna in ferro battuto. Giusto
un passo prima della pensione c’è un ingresso
a Calle degli Spiriti, un microcampiello
chiuso dalle mura delle case. Si riconosce la classica
architravatura in marmo e cotto; ai lati delle pareti
si affacciano due teste di marmo, che rendono l’atmosfera
inquietante. Nella piccola vera da pozzo al centro
del campiello si narra che siano state gettate molte
persone, i cui fantasmi vagherebbero ancora. Non
li abbiamo incontrati, ma vi segnaliamo lo stesso
qualcosa di speciale: al centro del campiello girate
su voi stessi: avrete una strana sensazione ottica
per cui sembra che l’architrave da cui siete arrivati
si abbassi fino a sparire: in realtà sembra
che l’apertura si chiuda perché l’archivolto
è basso, e perché c’è sopra
il muro eretto per dare forza alle due case fra
cui si trovava. Forza, è una bella emozione,
e forse... arriveranno anche i fantasmi!
|
| |
| di
DARIO
MORGANTE |
|
Agosto
2001
|
|
|
|
|
|
|
|
|