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Ventimiglia
e l'esotico mondo di Hanbury
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| Per
la straordinaria e incontaminata convivenza di numerosissime
piante esotiche è una delle mete naturalistiche
più frequentate dai botanici. Un grande regalo fatto
alla Liguria da un sir inglese. |
Quando
ancorò il suo yacht a Capo Mortola,
Sir Thomas Hanbury non sapeva ancora che avrebbe
legato indissolubilmente il suo nome a quel piccolo
e riparato promontorio fra Italia e Francia. Ma
a metà dell'800, in vacanza dai suoi viaggi
in Oriente dove commerciava tè e sete, Hanbury
cominciò ad acquistare pezzo per pezzo di
quel terreno di 18 ettari che oggi, grazie
a lui, è oggi uno dei giardini di piante
esotiche più visitati d'Italia.
Botanici e amanti della Natura non vengono ai Giardini
Hanbury per ammirare manti erbosi levigati o
aiuole disposte con regolarità, quanto piuttosto
la straordinaria e libera convivenza di piante diversissime
in rispetto dello stato spontaneo della vegetazione,
a come apparirebbero se si trovassero ancora nella
foresta o nei deserti da cui provengono.
Alla morte di Hanbury i giardini furono donati all'Università
di Genova che si occupa dell'aspetto scientifico
del Complesso, mentre è un'associazione privata
a gestire le numerose iniziative ospitate a Giardini.
I giardini di Hanbury sono aperti tutto l'anno,
dalle 10 alle 16 sino al 31 marzo e un'ora piu'
tardi nel periodo estivo. Biglietteria e informazioni:
tel.: 0184-229507. Chiuso il mercoledì.
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| di
MARCELLO
PARMEGGIANI |
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13
Marzo 2002
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