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La
primavera di Parma
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| A
Parma riapre i battenti il Parco Ducale: un’occasione
(non la sola) per una biciclettata primaverile nel
cuore della città. |
In
aria di primavera, gonfiate le ruote della bicicletta
e fatevi un giro tra i parchi dell’opulenta e affascinante
Parma.
Il nostro consiglio e’ di iniziare dal Parco
Ducale, messo a lucido da un "lifting del verde"
che ha visto ben 460 nuovi alberi piantati, 600
platani e ippocastani curati con flebo antiparassiti,
sei chilometri di siepi e — ciliegina sulla torta
— più di 5000 metri di prato all’inglese:
una vera "chicca" per il cuore verde della città,
un’oasi di pace per pedoni e ciclisti.
Questo gioiellino ‘alla francese’ (il progetto definitivo
risale a più di 200 anni fa e fu realizzato
da Ennemond
Alexandre Petitot per i Duchi Borbone Parma)
è uno dei più belli d’Europa, arricchito
dalle sculture settecentesche di Jean Baptiste
Boudard. Chi è in vena di romanticismi
non resterà deluso: 160 sono infatti i lampioni
(su disegno antico) installati, che consentono passeggiate
al chiaro di luna.
Oltre al Palazzo Ducale, voluto da Ottavio
Farnese nel 1561, il cuore del parco offre il
tempietto di Arcadia (restaurato nel 1998),
sede dei festeggiamenti per le nozze del duca don
Ferdinando di Borbone con Maria Amalia d'Asburgo
e ora designato come punto di ritrovo per il pubblico
e sede espositiva.
La Cittadella: una fortezza mancata
Se avete fiato e gambe allenate, non fermatevi
al Parco Ducale, ma pedalate fino al Parco della
Cittadella, fortezza pentagonale con bastioni
e fossati, ora a secco. Realizzata a cavallo tra
il 1500 e il 1600 nella zona meridionale, rivelò
ben presto la sua inutilità difensiva, non
potendo proteggere la città da un nemico
che non sarebbe mai giunto da sud. Utilizzata per
secoli dai Duchi di Parma come caserma e prigione
per reati politici, ora offre refrigerio — grazie
agli ombreggiati bastioni — oltre ad attrezzi ginnici
in ordine sparso per gli amanti della forma fisica.
A poche pedalate dalla Cittadella potete accedere
all’Orto
Botanico, nato come giardino all’italiana e
arricchito dalle serre e da una palazzina - opere
del pluri-celebrato Petitot — e ora sede di una
ricca biblioteca specializzata dove si possono consultare
antichi erbari e visionare le raccolte di semi e
pollini.
Come ultima tappa potete orientarvi in direzione
dei Giardini del Convento di San Giovanni,
chiesa benedettina costruita nel primo ventennio
del 1500, circondata dagli orti un tempo fornitori
ufficiali della famosa Farmacia, attiva sin dal
1200 e tuttora visitabile.
Se, però, nel frattempo non resistete più
al richiamo
della buona tavola, niente paura: siete nel
cuore della Food Valley d’Italia, e non avete
che l’imbarazzo della scelta. Tra le varie possibilità,
da "I Corrieri" in Via Conservatorio e dalle "Sorelle
Picchi" in Via Farini potrete tranquillamente infilare
le gambe sotto il tavolo davanti a culatello di
Zibello, tortelli e cappelletti. Il tutto innaffiato
ovviamente dal miglior Lambrusco e dalla Fortanina
di S.Secondo.
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ELENA
GUARNERI |
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3
Aprile 2002
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