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Val
d'Aveto a due passi dal mare
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Sicuramente
non molti conoscono questo angolo di natura a cavallo tra
le province di Genova, Piacenza e Parma. Abbarbicata sull’Appennino
Ligure, ma facilmente raggiungibile anche dalla vicina Toscana,
la Val d’Aveto
ha l’indiscutibile pregio di essere molto verde e
ancora piuttosto selvaggia, anche a costo di apparire ‘ruvida’.
Se la raggiungete dalla riviera ligure di levante, arrampicandovi
dalla Val
Fontanabuona – distretto italiano dell’ardesia,
il materiale delle ‘storiche’ lavagne scolastiche
e dei tetti di Genova, specchi luminosi e lucenti –
vi consigliamo una sosta a Favale di Malvaro:
qui la pasticceria Galletti ha scaffali strabordanti di
dolci genuini e tipici della zona.
Non lasciatevi scoraggiare dai tornanti: superata Priosa
la valle vi accoglie con un abbraccio caldo, fontane generose
e un’atmosfera vagamente da Far West.
Tra gli scorci di una natura così rigogliosa, non
rinunciate a una sosta a Santo
Stefano d’Aveto, centro principale della Valle:
qui troverete una chiesa dal nome esotico (Nostra Signora
di Guadalupe) e l’imponente Castello Fieschi Doria
Malaspina (sec.XI), testimonianza di una storia lunga e
niente affatto facile, in bilico tra l’Impero di Federico
II e la Repubblica di Genova, territorio conteso da nobili
famiglie e da genti diverse.
Chi ha voglia di camminare può arrampicarsi fino
a Rocca d’Aveto, da dove parte un
anello di 15 chilometri (oltre a 5 km di pista da fondo,
da tenere presente per la stagione invernale) in direzione
del Monte Penna e del Rifugio Tomarlo, mentre chi si stanca
prima può concedersi una sosta a Prato Cipolla.
Chi ha voglia di pedalare può invece contattare il
Gruppo Sportivo Allegrezze a La Villa di Santo Stefano d’Aveto
(tel.0185.899262) per esplorare il circuito cicloturistico
di mountain bike e trekking dell’Alta Val D’Aveto,
nel cuore del Parco
Naturale Regionale della Val d’Aveto. Durante
il tragitto vi imbatterete nella medioevale chiesa di Allegrezze
(recentemente restaurata all’esterno), nell’antico
osservatorio militare del Monte Castelluzzo e nel ponte
romanico di Cornaleto. Nei pressi de La Villa merita uno
scatto la Cascata del Cucù, con un salto di circa
20 metri, a pochi passi dall’ottocentesco Ponte dei
Roncazzi.
La Valle offre comunque un fitto programma di escursioni:
per tutte le informazioni potete contattare l’ufficio
IAT di Santo Stefano (tel.0185.88046).
Cosa mangiare?
Tra i prodotti tipici della zona non dimenticate un assaggio
alla densa e saporita ricotta di Villaneri, al formaggio
di San Sté e, sempre in tema di formaggi, al Sarasso
di Gavadi. Base dell’alimentazione della zona sono
le speciali patate “Quarantine”, preparate nei
più svariati modi. Un piatto di crosetti (pasta tipica
realizzata con stampi in legno) ai funghi porcini sarà
invece un ottimo pretesto per rifare un salto da queste
parti tra un mesetto o due… |
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| di
Elena Guarneri |
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2 Agosto
2002
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