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Milano
è mobile
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Milano
ha aperto le porte al
Salone del Mobile
: una manifestazione fatta anche di luce (Euroluce)
e spazi dedicati a 400 giovani designer di tutto
il mondo.
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3000
espositori, 70.000 operatori economici, 200.000
e più il numero complessivo
dei visitatori. Non stupisca tanto rumore attorno
al Salone del Mobile di Milano perché siamo
di fronte ad uno dei settori trainanti del Made
in Italy. Giusto
per farsi un’idea, i dati di Cosmit/Federlegno-Arredo
parlano di un fatturato nel 2000 di 44.116 miliardi
di lire rispetto ai 41.107 dell’anno precedente,
con un incremento superiore al 7%.
Giapponesi, statunitensi e tedeschi
sono quelli che maggiormente apprezzano i nostri
prodotti, caratterizzati da creatività, flessibilità
e da quel gusto del bello che ci permette ancora
di fare fronte alla concorrenza di paesi come la
Cina, le cui esportazioni di mobili in Europa hanno
registrato nel 2000 un incremento del 50%.
La ricetta italiana? Cuore e professionalità,
parola della star del design Philippe
Starck, secondo cui presentare un
progetto ai vari Claudio Luti di Kartell,
Enrico Astori di Driade, Alberto Alessi di
Alessi "è un piacere perché
amano il progetto, lo amano con passione".
Le "capitali" dell’arredamento nostrano
sono la Brianza,
Pesaro
e il Triveneto,
da cui la tradizionale piccola-media impresa all’italiana
parte alla conquista di terre lontane come Paesi
Arabi e Brasile.
Tendenze e protagonisti
Arredamento e moda sono sempre più simili.
E non solo per gli elementi di contorno – party
e designer superstar - ma anche per i materiali
usati e per il gusto del lusso, così in voga
sulle passerelle
nostrane.
Tra
i protagonisti dell’arredo all’italiana, il divano
e le poltrone, che si animano di vivaci colori,
svariati accostamenti, mutuano forme e tessuti dalla
moda e diventano oggetti plasmabili secondo le esigenze
di ognuno, come quelli di Cassina
e di Moroso;
il tavolo e le sedie utilizzano invece
materiali riciclati, accostano legno e plastica,
ripropongono la moda anni 60/70 nel loro osare con
i colori e puntando al tempo stesso al minimalismo
e alla pulizia. Ecco così spuntare pezzi
d’arredo da bottiglie e vasetti di yogurt,
che hanno valso all’azienda Segis
un riconoscimento speciale dell’Unione Europea.
L’armadio - "must" della
camera da letto nonostante il crescente successo
della cabina armadio - è caratterizzato da
geometrie adattabili e personalizzabili, oltre che
da una vasta gamma di accessori. E infine tutti
a letto, per esempio in uno di quelli
proposti da Flou,
in cui il cuoio prende il posto dei tessuti.
Personalizzazione e diversità sono le nuove
parole d’ordine dell’arredo. Secondo il designer
e filosofo del design Enzo Mari: "Il
salone è il risultato della necessità
di produrre oggetti sempre diversi, perché
libertà oggi significa possibilità
di scegliere sempre qualcosa di diverso."
Ad esempio nell’arte del riciclo: a questo
tema è infatti dedicata la mostra iMade,
curata da Material
Connexion di New York.
Non solo fiera…
Ma la Milano dell’arredo e del design non si
è fermata in Fiera: la città meneghina
è diventata infatti per cinque giorni l’occhio
d’Europa, con appuntamenti speciali un po’ ovunque.
Alcuni di questi hanno avuto il sapore dell’evento,
come l’esposizione di Ettore
Sottsass jr, all’interno dello Studio
Casoli in Corso Monforte: 8 mobili e 15 vetri soffiati
a mano che il famoso designer e architetto ha disegnato
per un facoltoso mercante di design contemporaneo,
Ernest Mourmans. A ricordarci ancora una volta le
parole di Enzo Mari su una "Milano che
produce cultura di prodotto.".
Ma se qualcuno vi chiedesse informazioni su come
mai una città come Milano non abbia né
un museo del design né della moda, fate finta
di non aver capito la domanda. Non sarebbe facile
rispondergli.
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| di
ELENA
GUARNERI |
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Aprile
2001
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