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Quella
500 ha gli occhi a mandorla
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C'è
una migrazione sui generis dall'Italia al Giappone.
Fiat 500, Alfa Romeo Gt Junior e Lancia Fulvia spedite
nel Sol Levante a godersi una seconda giovinezza.
Altro che rottamazione!
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A
Tokyo, Nagasaki ma un po' in tutto il Giappone il
made in Italy è sempre andato forte.
Da un po' di anni a questa parte i nipponici, amanti
delle quattro ruote, si sono lanciati alla ricerca
di auto
d'epoca. Soprattutto italiane.
Non è difficile vedere circolare per le strade
giapponesi vecchie Fiat
500 restaurate ad hoc, furgoni Panorama
rimessi a nuovo o preziose Dino
Ferrari rosso fiammante.
Uno degli artefici di questo flusso di veicoli è
Paola Bruno, salernitana, 32 anni, una laurea
in lingue orientali. "E' cominciato tutto per caso,
quattro anni fa, mentre facevo la guida turistica
- racconta la Bruno nel suo ufficio di Roma davanti
a un computer pieno di ideogrammi -. Una sera accompagnavo
un gruppetto di giapponesi in giro per la capitale.
Uno di questi mi domanda se lo potevo aiutare a
trovare delle Fiat 500. Detto, fatto".
Da quel giorno Paola Bruno, che per due anni è
stata assistant manager in una agenzia viaggi
di Tokyo e per tre hostess di terra a Fiumicino,
non ha più smesso di girare l'Italia alla
ricerca di auto da collezione per il mercato
del Sol Levante.
Per un grande concessionario nipponico ha già
‘impacchettato’ e spedito più di 300 auto.
"Laggiù vanno molto le Fiat 500 e le 600
Multipla - spiega Paola Bruno - ma c'è anche
grande richiesta di Lancia
Aurelia, di vecchie Alfa Romeo Giulia,
di furgoncini Ape, di vespe
e lambrette. Poi c'è tutto il mercato
parallelo dei pezzi di ricambio. I giapponesi
sono scrupolosi, vogliono solo gli originali".
Ma l'attività della Bruno non si ferma qui.
"Sono in collegamento anche con un'agenzia viaggi
giapponese, la ‘Creative Tours’. Il mio compito
è quello di realizzare itinerari italiani
su misura per il cliente". Se il turista è
un amante dell’opera, la Bruno trova i migliori
posti per l’Arena di Verona o la Scala di Milano.
Se invece è un patito di calcio ecco forniti
maglia, pantaloncini e scarpette per una sfida a
calcetto con una squadra italiana.
Da qualche tempo in Giappone è di moda sposarsi
in Italia. Inutile dire che Paola Bruno non
si è lasciata scappare l’occasione. "Trovo
chiesa e automobile, più tutto quel che serve
per una cerimonia indimenticabile - spiega la giovane
imprenditrice salernitana -. Inoltre organizziamo
il viaggio di nozze stando sempre molto attenti
alle esigenze dei clienti. Sono davvero supercoccolati".
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| di
BENEDETTO LATTANZI |
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Settembre
2001
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