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Verona,
una notte allopera
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Con
numerose novità prende il via la stagione
operistica all’Arena di Verona
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Da
quest'anno c’è un motivo in più per
concedersi una notte all'opera. Anzi tre:
la nuova pavimentazione, le nuove sedie e soprattutto
il nuovo palco dell'Arena, che garantisce
- promettono gli ingegneri - vantaggi acustici notevoli.
Lo verificheranno di persona gli esigenti melomaniaci,
da tempo già col biglietto
in mano per assistere a uno degli indimenticabili
spettacoli che prendono forma come in nessun altro
luogo al mondo.
Il programma
2001 – è giusto dirlo - potrà
far storcere il naso ai non appassionati di Giuseppe
Verdi. Al maestro di Busseto (centenario della
morte) l’Arena dedica infatti tutta se stessa presentandosi,
come detto, con un importante lifting.
La buca dell'orchestra, innanzitutto, ridotta
sul piano frontale da 35 a 26 metri, ne guadagna
2 in profondità sul lato del palco dando
modo al direttore di essere ancora più ‘presente’.
Pioverà? Chi lo sa, ciò che
è certo è che non correremo più
il rischio del classico fuggi fuggi degli orchestrali,
dopo il nuovo meccanismo di copertura automatica
del palco messo a punto da quest’anno.
Novità anche nella disposizione
dei posti: 600 di quelle che venivano sino all’anno
scorso vendute come poltrone (200-220mila lire)
diventano ‘poltronissime’ (270-300mila).
E i gradoni? Novità anche per i posti
capaci di intiepidirci il sedere con il calore incamerato
in un giorno di canicola: saranno più ampi
e in grado di ospitare qualche fila di poltrone
in più, con prezzi di favore per i posti
più… sfigati.
Veniamo
infine brevemente alle opere in programma. Il tutto-Verdi
2001 prevede La messa da Requiem,
Il trovatore, Aida, Nabucco,
Rigoletto e La Traviata. Impegnati
nell’allestimento delle opere, ed esaltati dalle
migliorie, troviamo alcuni fra i più grandi
interpreti, direttori e registi del panorama lirico
attuale. In particolare si segnala Il
Trovatore con la regia di Franco
Zeffirelli e la direzione affidata all’israeliano
Daniel
Oren. Rancori mai sopiti, fatture magiche, odii
e vendette, amori negati e assassinii, fino all’inutile
disvelamento finale, fanno de Il Trovatore
una delle massime opere tragiche verdiane e una
delle sue opere più amate dagli appassionati.
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| di
MARCELLO PARMEGGIANI |
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Giugno
2001
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