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Qualche giorno in un agriturismo nel senese
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Quando è la moglie a
cercare la vacanza su internet
CHI L'HA VISTO: Esperienze
di viaggio in Italia messe ai voti
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Cosa
troviamo:
Una tripla per tre notti a mezza pensione
in un casale completamente ristrutturato
del 1631 |
Come
pagare
Contanti, Carta, Bancomat |
Quando
Prenotato in Febbraio. Partito per il
weekend pasquale |
Quanto
750.000 Lit.
387.35 Euro |
| Navigabilita |
5 |
| Facilità
dacquisto |
9 |
| Convenienza: |
8 |
| Voto |
8/10 |
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Ritardata la partenza è già tardi
quando usciamo dall'autostrada (A1 - Chiusi-Chianciano).
Niente paura, il gruppo dei mariti si è
organizzato munendosi di cartine stampate da uno
di quei programmi che ti promettono di raggiungere
ogni luogo in Italia. Peccato che, in breve
tempo, ci ritroviamo nel buio più assoluto
su di una stretta strada sterrata.
Scopriremo in seguito che la strada da seguire per
la nostra meta dall'uscita dell'A1 è raggiungere
Chianciano e quindi dirigersi verso La Foce e Cutignano
, ma nel frattempo mia figlia piange e mia moglie
non si dimostra una grande navigatrice poiché
soffre di mal d'auto leggendo la cartina.
Fuori è buio pesto, unica forma di vita una
martora che decide di attraversarmi la strada
di corsa con conseguente benedizione dell'ABS. Con
nessuno per strada e le tacche del cellulare al
minimo cominciamo a intimorirci. Ma mi commuovo
quando una pompa di benzina mi preannuncia il cartello
del piccolo borgo medievale di Contignano, dove
si trova il nostro agriturismo.
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Cucina:
Toscana: imperdibili i Pici
Shopping:
Prosciutto, formaggi, lardo di cinta,
vino, ceramiche
Dove andare:
Montalcino, Montepulciano, Pienza
e qualunque paesino incontriate sulla
vostra strada
Souvenir:
Sicuramente riporterete indietro
qualche chiletto in più
Perchè:
Per le continue distese di dolci colline
pettinate che si susseguono
in una miriade di colori.
Per i cipressi tipici dei paesaggi
toscani che sembrano gigantesche puntine
da disegno ordinate da una mano
divina, per ricordarci i suoi luoghi
più riusciti.
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La notte, conversando con la mia gentilissima ospite
Enrica, scopro che si tratta di un casale
del 1631, completamente restaurato e trasformato
in albergo-bar-ristorante
(informazioni più precise al loro sito
).
Mi spiega che ci troviamo nella Val d’Orcia,
parco naturale finanziato con i fondi della comunità
europea, ma costruito soprattutto con il duro lavoro
degli emigranti sardi che oggi sono proprietari
di aziende che valgono miliardi. Eccoli, al mattino
seguente, ordinare sambuca al bar alle 9 del mattino,
ma solo perché hanno fatto colazione alle
4, governato le greggi, pranzato alle 8 e hanno
giustamente voglia di un digestivo.
Enrica mi racconta che qui il traffico non esiste
ed è un avvenimento sentire un'ambulanza,
perchè qualcuno che conosci ne ha bisogno.
Gli unici momenti in cui trovi una strada bloccata
è quando un' agenzia di pubblicità
sta girando uno spot per un'automobile.
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di ANTONIO
PARRILLA |
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Giugno
2001
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