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Rimini
e Roma: vacanze di Natale all’insegna del lusso
(ma non solo)
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Itinerario trasversale in due grandi
alberghi, a Roma e a Rimini, tra assaggi dal sapore completamente
diverso
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Questa
volta dovrete percorrere qualche centinaio di chilometri
per completare l’itinerario che vi proponiamo. I punti
di riferimento sono due alberghi, uno storico e l’altro
appena nato ma già famoso. Per stazionare come clienti
sono richiesti portafogli molto gonfi, ma anche passarci
davanti è un belvedere, o almeno un vedere curioso.
Soprattutto, potete annusare l’atmosfera che si respira
nei quartieri in cui sono installati: due facce della stessa
Italia, con richiami alla dolce vita da una parte, e a una
realtà multietnica e all’insegna delle migrazioni
(e dell’immigrazione) dall’altra.
ES, Roma
ES sta per Esquilino.
E infatti è proprio nel colorato, profumato e rumoroso
quartiere Esquilino che ha da poco aperto i battenti l’albergo,
unico testimone della categoria ‘5 stelle de luxe’
in tutta la città. La struttura è bianca e
ipermoderna, e fa da contrasto con la ‘casba’
di un quartiere 'emergente' e multietnico (a proposito:
a due passi dall’albergo c’è il mercato
coperto dell’Esquilino. Andateci per odorare
profumi e assaggiare sapori che arrivano da lontano ma che
ormai sono sempre di più anche nostri). L’ES
è una cellula autosufficiente che dialoga costantemente
con l’esterno: dalla hall di ingresso sono ben evidenti
gli scavi archeologici, e dalle camere la vista è
sulla stazione ferroviaria di Termini,
uno dei simboli della città e del suo rinnovamento.
Non lasciatevi ingannare dall’iperlusso: l’atmosfera
all’interno è rilassata, il personale è
vestito ‘casual’, e a dominare – oltre
al leit motiv del sasso - sono il bianco, l’acciaio,
il grigio, il nero e il cristallo. Le camere sono comode
e ipertecnologiche, con vasche e docce nel mezzo delle stanze,
secondo i recenti dettami dell’arredamento per il
benessere. Chiaramente non mancano il beauty center e la
piscina zen.
Grand
Hotel, Rimini
Di tutt’altro sapore è il soggiorno presso
il Grand Hotel, sul lungomare di Rimini, ‘la favola
del lusso, dello sfarzo orientale’ (Federico Fellini).
In effetti, qui tutto sa di lusso ‘vecchia maniera’:
la presenza imponente, la facciata in stile Belle Epoque,
le palme e i pini maestosi del giardino e, all’interno,
la hall dai colori tenui, l’ascensore con tappetino
orientale e mobiletto bombato, i corridoi in rosso pompeiano.
L’associazione con il regista riminese Federico Fellini
è immediata: reso immortale dal film Amarcord, l’hotel
è stato fonte di ispirazione per il maestro, anche
nei suoi sogni di bambino.
Fellini soggiornava alla suite 315 (secondo piano), durante
i suoi brevi periodi di permanenza nella cittadina adriatica.
Lavori in corso
Se siete venuti fin qui, non potete rinunciare a una visita
alla Fondazione
Fellini, nella centralissima Via Oberdan. Nata grazie
all’iniziativa della sorella del regista, Maddalena,
la Fondazione raccoglie e cataloga i materiali prodotti
da Fellini, soprattutto gli schizzi realizzati per le scenografie
dei film e i disegni originali di Fellini-fumettista, collaboratore
della rivista Marc’Aurelio.
Presto la Fondazione si sposterà al cinema Fulgor
per consentire i lavori nella sede attuale: il progetto
è di trasformarla, entro la fine del 2003, in un
museo multimediale dedicato all’autore.
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| di
Elena Guarneri |
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20 Dicembre
2002
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