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Bacco
nazionale
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periodo di post-vendemmia ItaliaPlease si
è fatta guidare da esperti del settore alla
scoperta di rivelazioni, novità e aspettative
dal mondo di Bacco (virtuale) |
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Come
non parlare del dolce nettare, in questo periodo
dell’anno? Così come per VinItaly,
ci siamo fatti guidare da esperti del settore
per tracciare un breve quadro del mercato enologico
italiano che opera on-line.
Abbiamo ‘pescato’ i nostri interlocutori da tre
‘boutique’ virtuali del vino, di cui una a carattere
più ‘generalista’ e due maggiormente radicate
al territorio di appartenenza: Andrea Gaetano
Gatti di Wineshop.it,
Alberto Squilloni di Vinoshop.net
(Toscana), Clemente Terribile di Enotique.it
(Puglia).
IP: Quale vino vi viene maggiormente richiesto?
A.G.Gatti: E’ difficile individuarne uno in
particolare...Direi i rossi in generale, della
fascia di prezzo media (£ 20.000 circa), toscani
e piemontesi. Dei nomi? Chianti
e Pinot Nero.
A.Squilloni: Difficile identificare un solo
vino. Comunque sicuramente i più richiesti
sono i Super
Tuscan.
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Consigli
per gli acquisti
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Ecco alcuni consigli
di Filippo Ronco, titolare del
portale a 360 gradi Tigulliovino.it
(prossimamente Tuttosulvino.it), per
orientarsi nel mondo di Bacco.
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Rivelazioni
Non mi piace parlare di "vino-rivelazione"
dell’anno: ogni vino ha la propria storia
e i propri difetti. Come si può
parlare di uno soltanto? Possiamo fare
riferimento, al limite, a una "azienda
rivelazione" che, per me, è
quella che conferma ogni anno le aspettative
dei propri affezionati estimatori. L’azienda
che, oltre a mantenere nel tempo uno
standard qualitativo elevato, si impegna
maniacalmente per migliorarlo.
Rossi-Bianchi: 1-0
Per condensare in una semplice
frase il mio pensiero nella "disputa"
bianchi o rossi, sono convinto che un
importante (nel senso della struttura
e del suo equilibrio) vino bianco difficilmente
potrà competere con un altrettanto
strutturato, equilibrato ed armonico
grande rosso a livello di sensazioni
olfattive, retronasali, strutturali
e gustative.
Bianchi per i neofiti – Rossi
per gli affezionati
I bianchi – generalmente meno
alcolici, meno strutturati, spesso frizzanti
e da bere freschi – sono più
"semplici" da approcciare
da chi si avvicina al vino per la prima
volta. Attenzione, però, alle
generalizzazioni: tra i vini bianchi
ve ne sono di molto impegnativi, con
gradazioni alcoliche elevate (per esempio
alcuni passiti da vitigno bianco dell’estremo
Nord e Sud Italia).
Un vino impedibile?
Tutti quelli che ricompri (sempre
che confermino le aspettative).
Tutti quelli che ricordi a distanza
di mesi.
Per concludere...
Fate appello alla vostra curiosità:
fa bene al mondo vinicolo non fermarsi
ai soliti noti.
Provare, provare, provare: ecco la parola
d’ordine per conoscere il mondo del
vino. |
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C.Terribile: Trattandosi di un’enoteca specializzata
in vini pugliesi, questi sono senz’altro i più
richiesti, e in particolare il Patriglione di
Taurino.
IP: In un’ipotetica battaglia ‘vini bianchi-vini
rossi’, chi ha la meglio?
A.G.Gatti: Sicuramente i rossi, soprattutto
quelli di medio corpo.
A.Squilloni: I rossi. In generale, i Rossi
di Toscana sono molto apprezzati, ma anche il Vin
Santo di alta qualità non scherza...Da
non confondere con quello di grande distribuzione
che riporta sull’etichetta "Vino liquoroso
Vin Santo": costa poche migliaia di lire ma
non è neppure lontanamente paragonabile a
quello ‘vero’, sia nel processo produttivo che nel
gusto.
C.Terribile: I rossi sono sicuramente i più
venduti, anche se i bianchi stanno riconquistando
terreno. Però questa distinzione ‘bianchi-rossi’
non mi piace: distinguerei piuttosto tra vini buoni
e non.
IP: Quali sono le aspettative per la vendemmia
in corso?
A.G.Gatti: Media la quantità, buona la
qualità.
A.Squilloni: La qualità sarà
buona. Per quanto riguarda, invece, l’andamento
del mercato, non possiamo fare anticipazioni dopo
i fatti di New York dell’11 settembre, che potrebbero
influire molto negativamente sulle vendite di un
bene costoso come il vino.
C.Terribile: Ogni anno ascolto previsioni
di esperti che puntualmente non si avverano. Preferisco
non farne.
IP: Che riscontro avete sul mercato estero?
A.G.Gatti: In percentuale, riceviamo circa l’86%
degli ordini dall’Italia e il rimanente 14% dall’estero,
ma quest’ultimo genera il 73% del fatturato complessivo,
con un valore medio degli ordini di £ 340.000 contro
le £ 170.000 di quelli dall’Italia.
A.Squilloni: Fino ad ora abbiamo lavorato
solo con l’Italia, ma prima degli attentati di New
York avevamo ricevuto delle proposte dagli USA,
che per il momento non si sono concretizzate.
C.Terribile: Circa il 15% delle nostre vendite
è diretto al mercato estero, che è
quasi esclusivamente UE.
IP: Un vino da regalare (o da bere) assolutamente?
A.G.Gatti: Nella fascia alta, lo Sciacchetrà
delle Cinque Terre. Molto richiesto soprattutto
dagli stranieri.
A.Squilloni: Il Pinot Nero Villa di Bagnolo,
prodotto in poche migliaia di bottiglie l’anno.
C.Terribile: Ce ne sono molti. L’ultimo che
ho provato è Opus One ’97 di Mondavi-Rothschild:
di colore rubino intenso, al naso ricorda la confettura
di mora e l’amarena, ed in bocca ha una struttura
notevole. Davvero un gran vino.
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| di
ELENA
GUARNERI |
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Ottobre
2001
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SHOPPING
Wineshop.it
– enoteca virtuale multilingue per conoscere e acquistare
vino e altri prodotti italiani di qualità
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non solo)
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e iniziative sul nettare di Bacco
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