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Girare
l’Italia con un dito
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C’è
un gruppo di ragazzi che ha deciso di attraversare
l’Italia in autostop facendo tappa in strutture
impegnate nel sociale o autogestite. Intervista
a Nicola De Gregorio, organizzatore di un’iniziativa
che è una sfida a tempo tra gli equipaggi,
e molto di più
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"Certo,
un minimo di contegno nel look è importante,
ma sono altri i suggerimenti che ti posso dare per
farti andare ovunque in autostop. Seguimi".
Nicola De Gregorio, 23 anni, originario di
Cammarata (Agrigento), ce l’aveva in testa da tempo,
ma quest’estate il suo progetto si fa: un Giro
d’Italia in autostop tra equipaggi di due persone
in tappe di circa 400 km al giorno. "Dal
29 luglio al 7 agosto: di giorno sarà
una gara a tempo, ma di sera si trasforma una possibilità
di conoscere i tanti ‘cantieri sociali’ sparsi in
Italia che ogni giorno, senza clamore, cercano di
costruire un mondo più libero e giusto".
Al nord, al centro, al sud: Nicola li ha
contattati tutti, spesso di persona, spiegando loro
con cura lo spirito di "Carovana in viaggio"
e trovando ovunque grande disponibilità ad
accogliere gli autostoppisti. "Ovvio, ci sarà
da dare una mano per ricambiare l’ospitalità
– spiega Nicola al telefono – ma è il contatto,
l’incontro e lo scambio con luoghi e persone diverse
che ci accomuna e che vogliamo trasmettere ai neofiti
che viaggeranno con noi".
Alla Carovana può partecipare quindi chiunque?
Si può fare anche solo una delle tappe
del giro? Affermativo. I team si suddividono in
equipaggi da due (spesso ragazzo e ragazza)
dandosi appuntamento in luoghi prestabiliti per
la partenza e l’arrivo. In mezzo c’è la giornata
di viaggio. "E ti pare poco?" mi dice
Nicola, "attraversi dialetti, confini, paesaggi,
conosci persone con storie eccezionali". Ma
con lo scopo di arrivare anche prima degli altri
equipaggi. "Esatto: fa fede l’orario dello
scontrino di una consumazione presa all’autogrill
d’arrivo".
Ingegnosamente insindacabile. E quali sono le
‘oasi’ presso cui dormirete? "Ti cito
ad esempio la "Solesud" di Casal
di Principe, (Caserta), dove arriveremo per il raduno
dei giovani di ‘Libera’, il raggruppamento
di associazioni antimafia che fa capo a Don Ciotti.
Quella sera – dice orgoglioso Nicola - dovrebbe
esserci anche il concerto di Guccini: manca solo
la conferma ufficiale. A Fiesso Umbertiano invece
ci aspettano i ragazzi di "Emmaus",
che ci hanno messo a disposizione delle bici per
farci arrivare dal casello autostradale alla loro
comunità, e di sera una sfida di calcio con
i ragazzi del paese".
Ma sembra che l’autostop non viva una stagione di
grande popolarità in Italia. Anche se Nicola
su questo non è d’accordo, anzi ci regala
alcune dritte sulle tecniche dello ‘strappo’
che per anni gli hanno consentito di spostarsi ovunque.
"Innanzitutto tranquillizza il tuo automobilista,
aspettalo per esempio all’autogrill, avvicinati
a lui con un atlante tra le mani, anche se conosci
benissimo il tragitto. E poi attenzione alla targa
della macchina, o meglio alla località dell’autosalone
dove è stata comprata. 90 su 100 – sorride
Nicola – ti porterà proprio lì".
E allora zaino in spalla e pollice in fuori. Si
parte da Messina alla fine di luglio, ma
ci si può aggregare da qualsiasi luogo.
La Carovana aspetta nuove adesioni allo 0339-5860028,
oppure alla mail nicoladegregorio@libero.it
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| di
MARCELLO PARMEGGIANI |
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Luglio
2001
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